Passione feroce (Parte 1 di 2)

Raccontato da: Racconti per adulti   
marzo 11th,
2010

Una festa. Gli altri sono andati via. Tu sei sul letto. Ti lego. Senti che ti sollevo i fianchi, mentre rimani poggiata con le spalle sul letto e il culo sul mio petto. La tua figa è proprio sotto la mia faccia, mi eccita, il suo odore mi inebria. Puoi sentire due dita che te la tengono spalancata… cosa sto per fare?
Qualcosa ti penetra. Duro, ruvido, grosso… non è un cazzo ma non sembra neanche un vibratore. senti il rumore di qualcosa che sfrega e poi cominci a sentire caldo.
“cos”è”? chiedi…
“una candela”.
Una grossa candela ti spunta dalla figa, e mentre la prima cera calda comincia a colare su di te, due dita ti pompano ritmicamente nel culo. Con forza.
Tanto da farti venire.
Urli di piacere e io so cosa fare. Tiro fuori la candela, ti faccio ristendere… e dopo un po’ senti il mio cazzo duro che spinge sulla tua bocca per un pompino.
Ti libero una mano, solo una, perchè tu possa fare bene quello che voglio da te.
Senti il mio sapore e ti piace, lui è abbastanza grosso e durissimo. Mentre lo succhi, senti una sensazione bollente sul seno.
Cera.
Che lascio cadere a tratti sul tuo corpo mentre sto per venire nella tua bocca.
Ma non lo faccio. Voglio che sia durissimo quando te lo sbatterò dentro.
Mi tiro fuori dalla tua bocca, ti tolgo la benda e ti guardo negli occhi. Tu nei miei.
Passione, eccitamento, lussuria, desiderio.
Ti chiedo: “vuoi che ti sleghi? ”
Bene, sei legata con una sola mano.
Il mio cazzo è così duro e gonfio e pulsante che potrebbe scoppiare. Ti spalanco le cosce con prepotenza, tenendo davanti a mè tutto il ben di dio che ti ritrovi… devo solo scegliere un buco…
Ti infilo un pollice nella figa usando il resto della mano per stringerti il culo. Con l”altra mano dirigo il cazzo verso il tuo buco più stretto.
Senti la pressione della mia cappella che cerca di sfondarti sotto.
Entra. Spingo.
è’ dentro per metà.
comincio a massaggiarti il clitoride con il pollice, in senso orario.
Ti guardo, ti sorrido, e te lo spingo fino in fondo nel culo.
è’ molto grosso di diametro, lo senti aprirti in due. Lo tengo qualche secondo fermo dentro di te mentre aumento il ritmo del pollice. L”altra mano ti artiglia un seno, con tale forza da farti male. E comincio a cavalcare, spietato, spingendo il mio cazzo dentro e fuori di te, mentre ti massaggio figa e capezzoli…
Ti piace?
Ti senti un palo nel culo e il seno strapazzato con violenza. Mi fermo un attimo, e infilo 4 dita dentro la tua figa… inizialmente non entrano, ma sei bagnatissima e con un po’ di forza te la apro. Fa male e ti piace al tempo stesso, sentirti aperta e devastata sia in culo che in figa.
Ma adesso voglio cambiare posizione. Ti slego l”altra mano, ora sei libera, ma non ti dò il tempo di fare nulla: tolgo il cazzo dal culo e ti impalo la figa, ti alzo verso di me, ti stringo, e mi alzo in piedi, sbattendoti contro il muro.
Sei tra me e il muro, i tuoi piedi non toccano terra e il tuo unico sostegno è il mio cazzo ben piantato dentro di te.
Ti sbatto con forza, scivolando rapidamente nella figa fradicia. Sei sulla giostra del mio cazzo e non vuoi scendere. Avvinghi le gambe dietro la mia
schiena mentre le mie mani ti artigliano il culo e ti mordo sul collo. Ti senti sbattuta senza pietà, su e giù in continuazione, e vieni urlando… sto
per venire anche io, e prima di farlo ti afferro i fianchi e ti sbatto stesa sul letto, poi ti afferro la testa e ti sborro sul viso…
Adesso, con il cazzo d nuovo duro vedo una scrivania poco vicino…
Con un colpo del braccio, butto a terra tutto quello che c”è sopra… qualcosa cade in frantumi, ma non me ne fotte… io fotto solo te.
Ti afferro dietro il collo e ti faccio calare col viso sulla scrivania, così da tenerti a novanta gradi… Le tue tette premono contro il freddo legno, la tua figa guarda verso di me, bollente di desiderio. ti penetro senza riguardi, a pecorina, facendo pressione con una mano sulla tua schiena mentre con l”altra ti palpo il culo sodo.
Ti scopo velocissimo.
Cambio il ritmo.
Lo tiro quasi tutto fuori. Lo spingo con forza tutto dentro, di colpo.
Di nuovo veloce.
Di nuovo di colpo…
Non ti lascio abituare, non sai mai cosa sto per fare, ti fotto come nessuno ti ha mai fottuto prima, e visto che sono già venuto una volta, stavolta ne avrò per molto…
Ti afferro per i capelli e ti tiro su, con il tuo orecchio vicino alla mia bocca. Ti lecco il viso, e poi mi senti dire: “ora ti faccio volare! ”
Ti giro rivolta verso di me e ti afferro con forza i fianchi, ti sollevo e ti capovolgo. Ora sei sospesa in aria, a testa in giù, la faccia proprio davanti al mio cazzo, la tua figa proprio sotto la mia bocca. Ti avvinghi con le gambe al mio collo e me lo prendi in bocca. Io comincio a succhiartela.
Hai mai fatto un 69 all”impiedi? è’ una sensazione stupenda e tu la stai provando, sospesa per aria con un cazzo in bocca e una lingua sprofondata nella figa, che scava, scava, fruga dentro di te. … (segue)

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Questo racconto fu pubblicato il 11 marzo 2010   ed archiviato della Categoria Ricordi.