Mia zia (Parte 2 di 10)

.. – Non sapevo cosa fare. Ogni volta che mi avvicinavo alle chiappe guadagnavo un po’ di terreno, ma avevo paura a spingermi oltre. Notai che la zia, quando le mie mani strusciavano sulle chiappe, muoveva il bacino a destra e sinistra, in modo tale da far infilare il costume sempre di più nel solco tra le natiche.

– Credo che possa bastare – dissi e mi rialzai. Il cazzo faceva fatica ad entrare nel costume perciò mi sdrai velocemente sull’asciugamano a pancia in sotto. Dopo circa un ora mi alzai e decisi di fare il bagno. C’era pochissima gente ancora in quel periodo, e il mare era uno spettacolo.

– Io vado a fare il bagno – …wow!!! Che gran figa la mia cara zietta! La guardai entrare in acqua era davvero una dea, io mi sdraiai a pancia sotto cercando di farmi passare quella incredibile erezione, anche se appena arrivati a casa dovetti spararmi una meravigliosa sega! Preparammo una bella cenetta e la gustammo nella veranda parlando del più e del meno, poi sparecchiammo e la zia mi disse che era un po’ stanca e preferiva andare a letto presto; ci ritirammo nelle nostre stanze e dopo un po’ andai in bagno; per farlo dovevo passare davanti alla porta della camera di mia zia, notai che la porta era socchiusa e non seppi trattenermi dallo sbirciare e vidi uno spettacolo meraviglioso: zia era distesa sul letto con gli occhi chiusi con un movimento delle mani si sfila le striminzite ed impregnate mutandine rosse, tiene le gambe divaricate, in posizione amplesso, con la mano sinistra allarga le cosce tra loro, mentre la mano destra vaga per tutto il corpo: dai capezzoli eretti, all’ombelico, alla gola, di nuovo ai capezzoli, al ventre ed al monte di venere. Qui si sofferma, il dito medio si allunga, gli altri quattro svolazzano sopra lo strumento di piacere più completo che madre natura abbia inventato. Sorvola il clitoride, si posa lievemente, lo circuisce con il medio descrivendo dei cerchi, poi in senso alternativo lo sposta dall’alto in basso, gli occhi e le labbra sono serrati, i capezzoli sempre più duri, aumenta il ritmo, ora il medio va su e giù, su e giù, dal clitoride all’imboccatura, in continuazione, alterna il movimento, circoscrivendo dapprima l’apertura della vagina dilatata, per passare al botticino fuoriuscito dall’ogiva, da qui ridescrive tutto il perimetro dell’intera vulva, dentro e fuori delle labbra brunite, le apre ad evidenziare il rosso della sua carne viva, ritorna in fondo; vuole durare a lungo, non entrare le dita nella vagina, si limita ad immergere il solo dito medio, lo intinge e lo riestrae solo per inumidirsi l’intera vulva, per poi rituffarlo fino ad arrivare al collo dell’utero, lo fa nuovamente riemergere più e più volte, poi arriva bramato, al sempre più sporgente grilletto. Ora il dito, sembra più impazzito, preme sempre più forte sempre più mirato, sempre più profondo….. non ne può oltre e con suoni soffocati, gode con orgasmi ripetuti finchè non arriva ad esplodere quello vero, da toglierle il respiro! Che spettacolo, la zia era veramente una donna meravigliosa e da quello che avevo potuto vedere aveva una gran voglia di cazzo, forse in questa vacanza avrei realizzato il mio sogno erotico! Il mio cazzo era diventato durissimo e non potei fare a meno di andare in bagno e rivivendo attimo per attimo quella scena mi feci una lunghissima sega dopo di che andai a letto! La mattina dopo quando mi svegliai la trovai già in cucina che preparava la colazione mi sedetti ed ascoltammo della musica, la vedevo da dietro e quando ogni tanto si piegava per prendere qualcosa il pareo che copriva il suo sontuoso culo si alzava e mi offriva uno spettacolo che mi fece venire subito voglia. Andammo in spiaggia, mia zia si sdraiò al sole e come il giorno precedente mi chiese di spalmarle la crema; mi aspettava un’altra piacevole sofferenza, iniziai a versare la crema sulla schiena al di sotto del gancio del reggiseno, allora lei quasi saltò sull’asciugamano, la crema era un po’ fredda, mentre versavo la crema lei si portò le mani dietro la schiena e si sganciò il reggiseno dicendomi “così non me lo sporchi di crema che poi non si toglie e puoi stendermela meglio”. Nel fare questo si sollevò leggermente e si sfilò il reggiseno da sotto, praticamente ora era in topless, la cosa iniziò a turbarmi e qualcosa iniziava a muoversi nel mio costume. Cercavo di scacciare quel pensiero non volevo che lei si accorgesse che iniziavo ad eccitarmi ma più cercavo di non pensarci e più la mia eccitazione cresceva. In preda a questo stato iniziai a massaggiare la schiena della zia che poggiata la testa sulle mani si godeva il massaggio. Mi piaceva far scorrere le mie mani sulla sua schiena iniziando dal collo e scendendo via via verso la zona lombare. Spesso mi spingevo lateralmente a lambire la parte del seno che sporgeva e mi attardavo un poco a massaggiare quegli splendidi globi di carne bianca come il latte. Notavo che lei non diceva nulla anzi sembrava proprio piacerle, sempre più spesso le sfuggivano piccoli gridolini di piacere. La situazione si faceva incandescente e la mia erezione oramai mi faceva veramente male. Ero davvero sul punto di venire senza essermi neanche toccato. Le mie fantasie su mia zia mai e poi mai sarebbero arrivate a partorire una situazione del genere eppure ora mi trovavo lì, a massaggiare la schiena ed a lambire sempre più spesso i suoi seni stesa sull’asciugamano e con il seno praticamente scoperto. Il massaggio continuava non avevo il coraggio ne la voglia di smettere, fu lei ad un certo punto che mi disse di spalmargliene anche sulle gambe. Così presi altra crema e la versai sulle due cosce, mentre iniziavo a spalmare si portò le mani dietro e strinse il costume sino a farlo praticamente rientrare nel solco tra le natiche. Praticamente ora aveva il culo quasi completamente scoperto, e dire che il costume era già sufficientemente succinto, ma ora era diventato praticamente inesistente. … (segue)

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